Chi guadagna davvero lungo una filiera produttiva? Chi sostiene i costi della legalità, della sicurezza e del lavoro regolare? E soprattutto, è possibile individuare quando un prezzo troppo basso nasconde fenomeni di dumping sociale, evasione o sfruttamento?
Sono queste le domande alla base della proposta ufficialmente trasmessa da Willy APS – Ente per la Sicurezza e la Legalità nel Trasporto ai Ministeri competenti, con l’obiettivo di avviare una riflessione nazionale sulla trasparenza economica delle filiere produttive e sulla necessità di individuare strumenti innovativi di monitoraggio dei costi reali.
Negli ultimi anni il dibattito pubblico si è concentrato quasi esclusivamente sugli aumenti dei prezzi al consumo, individuando spesso nel trasporto o in singoli segmenti della filiera i responsabili degli incrementi dei costi finali. Tuttavia, raramente viene analizzato il percorso economico completo che porta un prodotto dalla materia prima allo scaffale.
Per Willy APS il tema non può essere affrontato limitandosi alla tracciabilità fisica delle merci. Occorre fare un salto di qualità e costruire un sistema capace di rendere trasparente anche la formazione del prezzo.
La tracciabilità economica della filiera
La proposta avanzata introduce il concetto di “tracciabilità economica della filiera”, un sistema in grado di evidenziare come il valore venga distribuito tra produttori, trasformatori, operatori logistici, trasportatori, distributori e intermediari.
L’obiettivo non è controllare il mercato né introdurre prezzi amministrati, ma fornire alle istituzioni strumenti di analisi capaci di individuare anomalie e criticità.
Secondo l’associazione, quando beni o servizi vengono sistematicamente venduti a valori inferiori ai costi medi certificati di produzione o di erogazione, si genera un indicatore di rischio che merita attenzione.
Naturalmente ciò non significa presumere automaticamente comportamenti illeciti.
Le cause possono essere molteplici: sovrapproduzione, crisi di mercato, campagne promozionali, particolari livelli di efficienza aziendale o strategie commerciali consentite dalla normativa.
Tuttavia, in alcuni casi, prezzi eccessivamente bassi possono rappresentare il sintomo di fenomeni molto più gravi, come:
- dumping economico e sociale;
- evasione fiscale;
- irregolarità contributive;
- mancato rispetto dei contratti di lavoro;
- compressione degli standard di sicurezza;
- sfruttamento diretto o indiretto della manodopera.
Una Commissione Nazionale per l’Equità delle Filiere
Per affrontare in maniera strutturale queste problematiche, Willy APS propone la creazione di una Commissione Nazionale per l’Equità delle Filiere e la Trasparenza Economica.
L’organismo dovrebbe essere composto da rappresentanti istituzionali, enti di controllo, osservatori economici e organizzazioni rappresentative dei diversi settori produttivi.
La Commissione potrebbe operare utilizzando dati già disponibili presso enti pubblici e organismi di monitoraggio quali:
- ISTAT;
- ISMEA;
- Agenzia delle Entrate;
- INPS;
- INAIL;
- Ispettorato Nazionale del Lavoro;
- Camere di Commercio;
- Osservatori ministeriali dei prezzi;
- Albo Nazionale degli Autotrasportatori;
- società specializzate nell’analisi economica e finanziaria delle imprese.
L’integrazione di queste informazioni consentirebbe di costruire una fotografia più realistica dello stato di salute delle filiere italiane.
I Costi Minimi Etici di Filiera
Uno degli aspetti più innovativi della proposta riguarda l’elaborazione periodica dei cosiddetti Costi Minimi Etici di Filiera.
Non si tratta di tariffe obbligatorie né di limiti alla concorrenza, ma di indicatori tecnici in grado di individuare la soglia oltre la quale il prezzo di un bene o di un servizio potrebbe risultare incompatibile con il rispetto delle norme fiscali, contributive, contrattuali e di sicurezza.
In altre parole, il prezzo finale non dovrebbe essere ottenuto scaricando i costi sulla parte più debole del sistema: i lavoratori, gli autisti, le imprese sane o la sicurezza delle operazioni.
Per Willy APS il vero mercato libero è quello in cui tutti competono rispettando le stesse regole.
Legalità e incentivi pubblici: un legame necessario
La proposta affronta anche il tema dell’accesso agli incentivi e ai contributi pubblici.
L’associazione ritiene che le risorse economiche messe a disposizione dello Stato debbano premiare le realtà che operano nel rispetto della legalità e non quelle che ottengono vantaggi competitivi attraverso comportamenti scorretti.
Per questo motivo Willy APS sostiene che l’accesso a sostegni pubblici, contributi e agevolazioni dovrebbe essere subordinato alla dimostrazione del rispetto di standard minimi di:
- regolarità contributiva;
- correttezza fiscale;
- legalità del lavoro;
- sostenibilità economica;
- sicurezza operativa.
Una proposta che tutela tutti
La visione proposta da Willy APS non riguarda un singolo settore economico.
Al contrario, punta a creare condizioni di maggiore equilibrio per tutti gli attori della filiera: produttori, lavoratori, imprese di trasporto, operatori logistici, trasformatori, distributori e consumatori.
Perché la vera trasparenza non consiste soltanto nel sapere da dove proviene un prodotto, ma anche nel comprendere come si forma il suo valore e se quel valore è stato generato nel rispetto delle persone, delle imprese e delle regole.
La sostenibilità economica, al pari di quella ambientale, rappresenta oggi una delle sfide più importanti per il futuro del sistema produttivo italiano. Ed è proprio su questo terreno che Willy APS ha scelto di portare il proprio contributo di idee e proposte alle istituzioni nazionali.
